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A Venezia si prevede l’esito dei trapianti di midollo osseo

 


(08.11.15) Il trapianto di midollo osseo è più sicuro negli Ospedali veneziani da quando una nuova prassi di laboratorio consente di prevenire il rigetto. “Il trapianto allogenico di midollo osseo – spiega la dottoressa Manuela Riccardi – è una procedura ormai consolidata per il trattamento di diverse malattie ematologiche. Consiste nell’infusione di cellule di un donatore sano compatibile allo scopo di eradicare le cellule clonali maligne”. “In questo percorso – spiega la responsabile del Laboratorio di Biologia Molecolare dell’Anatomia Patologica – è di fondamentale importanza monitorare il ‘chimerismo’, cioè la percentuale di cellule del donatore e del ricevente presenti nel paziente: un preciso controllo del ‘chimerismo’ consente di verificare il corretto attecchimento e di valutare precocemente l’eventuale rigetto, o la ripresa della malattia”.
 
Per questa analisi del “chimerismo” si analizzano frammenti di DNA, e a Venezia si utilizza una metodica molto più precisa: “La nuova tecnica analizza 24 loci STR (‘Short Tandem Repeats’, cioè ‘corti frammenti di DNA’) al posto dei 16 che si riuscivano a studiare con la metodologia precedente. Analizzare più loci polimorfici significa aumentare la capacità di discriminare le cellule del donatore da quelle del ricevente. E questo è particolarmente utile ed importante nella provincia di Venezia, in cui si trovano alcune ‘isole’ geografiche caratterizzate da popolazione che, a volte, presenta profili genetici molto simili”.
Con l’introduzione di questa nuova metodologia di analisi, quindi, viene di molto aumentata la possibilità di individuare precocemente un eventuale rigetto del trapianto o la ripresa della malattia.
“Abbinato al nuovo metodo – aggiunge la dottoressa Riccardi – è stato introdotto anche un software dedicato specificatamente all’analisi del ‘chimerismo’: il programma semplifica i calcoli matematici complessi che permettono di misurare il ‘chimerismo’. Il software fornisce dei valori numerici che vengono riportati nel referto, trasformandoli inoltre in forma grafica, molto apprezzata dagli ematologi che avranno così la visione immediata dell’andamento nel tempo del trapianto”.
Duplice il vantaggio per i pazienti: in primo luogo una maggiore sensibilità nella valutazione dell’attecchimento e, per contro, dell’eventuale ripresa di malattia; in secondo luogo una migliore accuratezza nel calcolo del ‘chimerismo’ con possibilità di valutare anche graficamente l’andamento del trapianto nel tempo.
 
Con il monitoraggio del ‘chimerismo’ post trapianto il Laboratorio di Biologia Molecolare affianca il lavoro dell’Ematologia aziendale dove vengono eseguiti ogni anno con successo numerosi trapianti per la cura di malattie ematologiche. L’attività trapiantologica, iniziata nell’Ulss 12 nel 2004, ha visto un importante incremento negli ultimi anni: dal 2012 ad oggi, il Laboratorio della dottoressa Riccardi ha analizzato più di 40 coppie di donatore/ricevente candidate al trapianto.

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