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Medicina in dialogo con l’utente, per una cura sobria, rispettosa e giusta
 


(23.03.17) Si propone di adottare i processi di cura non solo in base alle attuali conoscenze mediche, ma anche attraverso una relazione di ascolto e di condivisione delle decisioni con il malato e la sua famiglia: è il movimento “Slow Medicine”, nato in Italia nel 2010, che sostiene scelte terapeutiche basate sull’evidenza scientifica ma cerca e pratica anche una medicina “sobria”, “rispettosa” e “giusta”. Si dà appuntamento a Mestre, nel Convegno organizzato per sabato prossimo al Padiglione Rama dall’Ulss 3 Serenissima, sotto la responsabilità scientifica del dottor Francesco Serafini, della Medicina Interna dell’Angelo, diretta dal dottor Fabio Presotto.
“La nostra parola d’ordine – spiega il dottor Serafini – è ‘appropriatezza’, in un ambito in cui spesso l’appropriatezza è lontana dal realizzarsi. Studi specifici e evidenziano come siano inappropriate fino alla metà delle indagini radiologiche ambulatoriali. Ci dicono inoltre che per le infezioni delle vie aeree superiori vengono prescritti degli antibiotici in modo inappropriato fino al 40% dei casi, e che almeno il 20% dei farmaci sono prescritti per indicazioni non validate dalla ricerca. Anche molti dei cosiddetti check-up, secondo questi studi, hanno scarso significato e valore”.
“Le ragioni che portano a questo dispendio di risorse umane, strumentali ed economiche sono diverse – spiega il dottor Serafini – ma in parte ricollegabili ad una cultura sanitaria ‘debole’, secondo la quale fare di più, cioè più esami, più farmaci, più terapie, significa fare meglio. Questo atteggiamento, inoltre, è spesso utilizzato dal medico in maniera difensivistica, per mettersi al riparo dal rischio di eventuali contenziosi giudiziari”. “Allo stesso tempo – aggiunge il dottor Presotto – è aumentata la distanza tra medico e paziente, ponendo in serio pericolo la relazione di fiducia, elemento fondamentale per assicurare una buona qualità di cura. In questo complesso rapporto tra professionisti della sanità e pazienti - prosegue il dottor Presotto - il ruolo dell’infermiere sta assumendo un significato sempre più rilevante e costruttivo”.
Per fare fronte a questo slittamento della Medicina, il pensiero scientifico della “Slow Medicine” ha sottolineato da sempre l’esigenza di una adeguata comunicazione e condivisione delle scelte terapeutiche con il paziente. “Per essere dei bravi medici – spiegano il dottor Antonio Bonaldi e il dottor Andrea Gardini, fondatori di “Slow Medicine” – non basta essere dei bravi scienziati. Le cure, infatti, si avvalgono di tutto ciò che viene studiato e provato attraverso l’approccio scientifico, ma si giovano anche di altri saperi quali la filosofia, l’antropologia, la psicologia e l’etica, di cui il professionista sanitario deve tener conto. È il lato umanistico della Medicina (il mondo delle relazioni) che riguarda i sentimenti, gli stati d’animo, i piaceri, le aspettative, le preferenze e i valori che caratterizzano le nostre vite. È dall’incontro di questi due mondi che si attiva e si consolida la relazione di cura”.
 
Il convegno di sabato al Padiglione Rama
Il convegno “La Slow Medicine in Medicina Interna. La sanità ospedaliera veneziana di fronte alla cultura della cura sobria, rispettosa e giusta” si terrà al Padiglione Rama sabato 25 marzo, con inizio alle ore 9.00 e per tutta la giornata. Prevede tra le altre le relazioni dei fondatori del pensiero scientifico, il dottor Antonio Bonaldi e il dottor Andrea Gardini. Tra le relazioni di professionisti della sanità Locale si segnalano gli interventi del dottor Massimo Gion, che presenterà le nuove linee guida per l’uso appropriato dei marcatori neoplastici, del dottor Luigi Lusiani e del dottor Francesco Neri Bortoluzzi, sulle scelte diagnostiche meno appropriate in Medicina Interna e in Gastroenterologia. 
La Sanità è imperniata sull’attività degli Infermieri che esporranno le criticità, i cambiamenti e le proposte che il pensiero “Slow” ha prodotto nella quotidianità ospedaliera (Gabriella Bordin) ed in quella del territorio (Luigino Schiavon). Migliorare la gestione terapeutica vuol dire anche associarsi, come spiegherà il Presidente Italiano della Confederazione Parkinson Italia Antonino Marra, e rispetto della dignità personale come relazionerà il Giovanni Poles, Responsabile delle Cure Palliative dell’Ulss 3 Serenissima. 
La coordinatrice della Medicina dell’Angelo, Maria Grazia Davanzo, esporrà i risultati prodotti dalla procedura interna per le dimissioni di pazienti fragili con problemi sociali e polipatologia, procedura che si avvale di una nuova figura professionale, il “case manager”, che sempre più sta assumendo il ruolo di professionista di una medicina sobria, rispettosa e giusta.
 

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